Tropico del Capricorno

Santa Cruz de la Sierra è una calda e distesa cittadina tropicale, è la più grande città della Bolivia con il suo milione e mezzo di abitanti, ma conserva il suo aspetto di città di provincia, con la gente seduta in piazza 24 settembre a godersi il fresco e l’ombra del parco di fronte alla cattedrale.

Lontana dall’idea che noi tutti abbiamo della Bolivia, quella delle cartoline con gli alti picchi innevati, gli altopiani lunari e le cholitas al mercato coi loro costumi tradizionali e colorati.

Santa Cruz è la provincia dei campi coltivati a soia e a girasole, immensi latifondi in mano a quella che Evo Morales chiama la vecchia oligarchia del paese, bianca e latifondista.

A Santa Cruz vivono molte comunità straniere: brasiliani, colombiani, peruviani e anche una comunità di giapponesi.

A me ha fatto subito pensare a una città dove i traffici illeciti sono più sviluppati di quelli leciti, il sentore me l’ha dato lo sfarzo di molte ville con verdeggianti giardini e piscine. E poi vedere tante belle ragazze in giro per la città ben vestite e completamente rifatte.

Penso che si potrebbe tracciare un rapporto proporzionale tra la diffusione della chirurgia estetica e la penetrazione della criminalità organizzata, almeno in Sudamerica.

Ai semafori ragazzini di strada chiedono elemosina e puliscono i vetri in cambio di qualche boliviano, ma quello che colpisce e che hanno volti gonfi e occhi persi, la cocaina e le droghe da queste parti scorrono a fiumi e non si fa fatica a pensare che il narcotraffico utilizzi i ragazzi di strada per i lavori piu bassi.

Da qui passa la rotta che dalla Colombia e dal Perù va in Brasile, inoltre la Bolivia è uno dei maggiori produttori di piante di coca.
Anche se il presidente Evo Morales assicura che negli ultimi tre anni la lotta al narcotraffico in Bolivia ha raggiunto risultati strepitosi.

A bordo di piccoli aerei chiamati avionettas la droga raggiunge il Brasile per arrivare in Europa.

Una cosa che ho imparato da MT è che un buon giornalista deve frequentare i tribunali ed essere amico dei magistrati, per questo una mattina sono andata alla corte penale di Santa Cruz e mi sono messa a cercare un procuratore che come avevo letto sul giornale locale, sta cercando di combattere la diffusione delle sale da gioco in tutta la città. Infatti sembrerebbe che dietro le sale da gioco che sono sempre piene e stanno diventando il più diffuso passatempo dei cruceñi ci siano capitali russi, e che l´azzardo sia utilizzato come attività di riciclaggio del denaro del narcotraffico.

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