Realismo magico

Un fotografo colombiano di origine italiana mi ha detto che in Colombia il realismo magico di García Márquez è considerato povero di fantasia, tanto la terra è ricca di trovate incredibili e di elementi surreali.

La Bolivia è un paese andino, anomalo rispetto al resto del Sudamerica, la gente ha lo sguardo amaro, è riservata e conservatrice, non ama raccontare. Ma il rapporto con il divino e il sovrannaturale è molto forte e la chiusura atavica dei boliviani ha lasciato la cultura più intatta e per questo speciale.

Sabato mattina ho visto l’alba nella valle delle anime, a sud di La Paz. Quando sono tornata a casa mi sono messa a scrivere un racconto e non ho potuto fare a meno del surreale, completamente contaminata. E come nel realismo magico il colonizzatore è diventato colonizzato.

L’altipiano a febbraio si copre di vegetazione che intenerisce il profilo dei calanchi grigio-argento, brulli e irregolari. La pioggia abbondante di questa stagione gonfia i canali e riempie le lagune, erode la terra e trascina a valle detriti e pietraglia. Le piante di patate fioriscono, cespugli ordinati di fiori violetti colorano il crinale.

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