Madrugada en Buenos Aires

Amo gli aeroporti, anche le stazioni dei treni.

Ma mentre le stazioni sono spesso ben integrate nel tessuto urbano della città, gli aeroporti sono corpi estranei, navicelle spaziali.
Per questo mi piacciono: sono uno spazio logico, largo, pieno di vetrate e di cielo.

Ho attraversato di nuovo l’Atlantico, come se fosse la cosa più naturale del mondo, ho condiviso il viaggio con un giovane globetrotter cileno di ritorno a casa dopo sei mesi in Europa e con uno sportivo cinquantenne scozzese che leggeva un libro sul supercapitalismo e che si è rovesciato il tè caldo sui pantaloni nei primi dieci minuti di viaggio.

Sono arrivata a Buenos Aires alle 5 del mattino e ho visto albeggiare sulle piste, con le luci della città all’orizzonte come piccoli fuochi.

Con il primo cafecito ho sfogliato il Clarín, il quotidiano di Buenos Aires.
In prima pagina la foto del salvataggio di un aereo caduto nel fiume Hudson, a New York.

L’Argentina è arsa dalla siccità e il governo sta pensando di mettere in campo misure speciali d’aiuto all’agricoltura e all’industria messe a dura prova dalla scarsità delle precipitazioni.

Ho imparato anche che la presidentessa argentina Cristina Fernandéz non gode di buona salute e per questo rinuncerà al suo viaggio in Corea il prossimo febbraio.

L’eleganza delle donne argentine non è un falso mito, sono stata colpita dai loro sandali colorati e dai loro abiti estivi bianchi, dalle fasce per i capelli e dalle belle borse. Mi sembrano molto influenzate dalle tendenze della moda spagnola.

Non si può riconoscere la stessa eleganza alle hostess della compagnia di bandiera Aerolinas Argentinas, costrette da qualche disgraziato stilista a indossare diviste nere e viola più consone a un’agenzia di pompe funebri.

Con le temperature che toccano i 35 gradi già di prima mattina è difficile resistere alla voglia di andare al mare, il comune di Buenos Aires ha appena inaugurato due spiagge attrezzate nei pressi della città con tutti i servizi, arredate con grandi ombrelloni gialli.

Stasera alle nove iniziano le serate di tango in piazza a Porto Madeiro, che voglia di restare…

E invece salgo sul primo volo per Santa Cruz de la Sierra, Bolivia.
Vado nel culo del mondo, nella selva, paradiso delle zanzare e con me sull’aereo salgono in pochi. Qualche suora italiana e pochi cruceñi di ritorno a casa dopo una gita al mare nella capitale argentina.

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